giovedì, 09 luglio 2009
E' davvero possibile che ci siamo trovati?

E' esattamente cosi' che ti stavo cercando.
postato da: burt alle ore 09:49 | Permalink | commenti
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giovedì, 02 luglio 2009
No perche' domani torno a casa.
Che non c'e' niente di eccezionale in questo. Non faccio che partire e tornare continuamente.

Ma stavolta sono contenta. Ma contenta contenta. Ecco. Lo volevo dire.
postato da: burt alle ore 12:21 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 22 giugno 2009
Certe volte mi fai paura. Sei troppo.
Troppo cosa?
Troppo.
postato da: burt alle ore 12:11 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 15 giugno 2009
Guarda cosa tocca fare per conquistare un uomo. Alla mia eta' poi.
Non devi fare niente. Tu mi hai gia' conquistato.

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E' facile essere carine con un bel vestitino ed i tacchi. Ma tu sei carina anche con una tuta da meccanico, il foulard da mondina e il viso sporco di fango.


Questo lo dice lui. Io mi dissocio.
postato da: burt alle ore 11:07 | Permalink | commenti (17)
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domenica, 07 giugno 2009

Incredibile, ho le unghie piu' lunghe delle tue.

Ma ci credi veramente alle cazzate che dici?

Sorrido.

postato da: burt alle ore 15:33 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 05 giugno 2009
Non partire.

Per la prima volta ho la sensazione che lascerei qualcosa.
Non posso fermarmi ancora.

Confusione. Confusione buona. Confusione di buone cose.
Distrazione, un pochina. Confusione. Di informazioni. Di sguardi.

Acqua fredda. Gelida. Una mano a sostenere il fianco.
Non possiamo andare avanti, c'e' troppa acqua. Mi tiro su i pantaloni. Si' ma poi come fai? Poi li ritiro giu'.
Una torcia a manovella. La dinamo insomma. Ma torcia a manovella mi piace di piu'.

Un abbraccio timido. Scherzo eh. Che bello che siamo cosi' amici. Ma se vuoi fare anche l'amore non mi offendo.

Robocop. Paura di non essere all'altezza. La semplicita' del piacersi.
Un messaggio da un ghiacciaio.

Libri sul tappeto del bagno. Libri nella vasca da bagno.

Imparare a fare l'amore.

Incapacita' di innamorarsi. Ma essere forse pronti a farlo.

Quello che mi piace dei tuoi mobili e' il disordine autorizzato.

Sei una donna da sposare. Quasi.

Posso farti una foto? E' la prima volta che ti vedo vestita da gnocca (ti voglio bene).

E' deciso. Andiamo in islanda.

Sei pronta? Preparati. Non e' facile. E' come morire.

La perfezione di persone che non si conoscono. E miracolosamente si fondono.

Ho paura. Anch'io. Facciamolo.


Parto di nuovo. E non sono sicura di volerlo davvero.
postato da: burt alle ore 10:31 | Permalink | commenti (7)
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giovedì, 04 giugno 2009
Sto facendo, credo, qualcosa di buono.
postato da: burt alle ore 09:30 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 13 maggio 2009

Lo sai quanto mi piaci? Te lo dico con i granelli di sabbia. Una spiaggia. Hai presente una spiaggia?

Qui capita che tu stia camminando a passo svelto sul lungomare. E qualcuno, che ha comprato delle castagne, ti fermi per offrirtene una.
Tu la accetti e te ne vai, senza riuscire a smettere di sorridere.

Capita che in un pub tu chieda delle posate per mangiare le bruschette. Ed il ragazzo, porgendotele, ti dica, in italia, noi, per queste, no posate.
Detto come parlano i marocchini. Noi in italia. E tu non ridere in quel modo, te lo avevo detto che prima o poi sarebbe successo.

Capita che tu non riesca a trattenere un sorriso, in questi giorni. E che l'uomo al casello ti guardi stupito e ti dica
spero che questo sorriso sia solo per me.

Capita che un uomo mai visto, anziano, con due stampelle, mezzo orbo, ti dica come fosse la cosa piu' naturale al mondo che quello che apprezza di te
e' il seno, e non contento aggiunga che gli piace perche' non e' rifatto, concludendo con un fantastico ci dormirei per delle ore.

Mi sto barcamenando. Sto correndo da una parte all'altra. Incredibilmente il tempo sembra non bastare piu'.
Palermo, genova, torino, maranello, roma, l'aquila.
Vorrei essere dovunque nel medesimo istante, ma non si puo'.
Vorrei abbracciare te, che sai farmi ridere quando il mio mondo sta crollando. E solo tu ci riesci.
Vorrei essere li', a guardare quelle facce sconosciute. Vorrei essere li' a sentirmi dire che tra noi niente cambiera'.
Vorrei rivedere quegli occhi verdi e quel sorriso un po' rovinato, vorrei di nuovo sentirti dire che io sono l'amica che tutti dovrebbero avere.
Vorrei incontrare di nuovo la mia parte mora.
Vorrei farmi abbracciare, e sbaciucchiare, da persone che non ho mai visto prima e da chi mi ha regalato sincerita', semplicita' e tutto il suo mondo.
Vorrei asciugare quelle lacrime anche se sono due anni che nemmeno ci telefoniamo.

Sei il mio maschio preferito. Diventerei gay per te.

Sei strana. Sei assurda. Sei fuori.

Difficile non e' averti. Difficile e' trattenerti. Difficile e' darti un motivo per fermarti. L'ho capito sai.

Devo chiedere permesso?
No, alla fila degli spasimanti non chiedo...
Io sono del profondo sud, le file le salto.

postato da: burt alle ore 20:20 | Permalink | commenti (6)
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domenica, 12 aprile 2009
Ti devo ringraziare sai.
Ti devo ringraziare perche' hai ridato il sorriso a mia madre.
Perche' l'hai fatta piangere come non l'avevo mai vista piangere, per la tensione, e poi per il sollievo.
Ti devo ringraziare perche' vedevo mio padre parlarti, al telefono, e la tua chiacchiera, la tua solarita', l'hanno fatto rilassare e gli hanno fatto affrontare tutto nel modo migliore.
E ha detto non so quante volte quanto e' stato bravo. Ma a te, non ti ha nemmeno ringraziato. E' mio padre d'altronde.
Ti devo ringraziare perche' hai fatto quei chilometri, perche' hai scavalcato quel cancello. Ignorando con una risata l'elicottero che ti volava sulla testa.
Ti devo ringraziare perche' ti sei prestato al gioco, alla visita guidata. E da novello cicerone hai fatto da guida a noi, lontani, tra quello che resta di casa nostra.

Ti devo ringraziare perche' dopo mi hai detto che avevi paura di aprire quella porta, perche' non sapevi cosa avresti trovato, e non sapevi come avresti potuto dircelo.

A noi e' andata bene. A me e' andata bene. Non ho parole per questa cosa. Faccio fatica a pensarci, e ad immaginare.
So di avere avuto una fortuna enorme. Talmente grande da vergognarmene.
postato da: burt alle ore 18:31 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 30 marzo 2009
Una persona che si sbraccia per salutare.
Un'altra per strada che mi grida dietro ciao cecilia!

Un fine settimana strano, un bagno nella storia, nella superstizione, nella religione. Sapori antichi, odori non dimenticati.
Una stanza non mia, che sembra quasi ancora abitata, una fila di pipe ed una collezione di cappelli polverosi.

Una notte a ballare, un'intesa immediata e stupefacente. Io non ballo portoricano. Eh, me ne sono accorto.
Quanto sei bedda. Come sei messa con il dialetto? Devo tradurre? Sei bellissima. Sei una favola.

Corro. Continuamente. Ho bisogno di sentirmi stanca. Ho bisogno di scaricare. I pensieri si fanno piu' lucidi, tutto sembra piu' semplice. Da una sensazione di onnipotenza. Le gambe chiedono pieta'.

Ma gli occhi sono tuoi?
Io a te ti ho gia' vista, in foto. Non sulle riviste ose', eh. Ho visto le foto del tuo matrimonio. Non eri tu? Io ho visto le foto. Per me eri tu.
Cecilia? Ma che cos'e' cecilia?

Sorrido.
postato da: burt alle ore 12:32 | Permalink | commenti (3)
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